"Dalle origini ai giorni nostri". Corso di storia del Teatro online.

Pubblicato in Blog & News

Approfittando della Laurea in Lettere Moderne all'Università Ca' Foscari di Venezia e della specializzazione in Storia del Teatro, allievo del Professor Puppa, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo, poi come cultore della materia presso l'Università IULM di Milano con sede a Feltre, Roberto Faoro ha avuto la, si spera, brillante idea di proporre questo piccolo viaggio nel mondo del Teatro a chi avrà la curiosità e la voglia di seguirlo.

Partiremo dalle origini del Teatro, quindi dalle prime testimonianze degli elementi teatrali nella vita dei nostri antenati, passando per l'Africa, l'India, le antiche civiltà, per approdare al Teatro Greco, Romano, Medioevale, il Teatro Orientale, Cinese, Giapponese, l'Umanesimo e il Rinascimento, il Teatro Inglese, Spagnolo, Francese, il Settecento e l'Ottocento in Europa, poi il Novecento e la rivoluzione teatrale fino ai giorni nostri. Daremo ampio spazio alla dimensione Europea e Nord Americana.

Il tutto attraverso una narrazione, spero agile, approfittando delle sue competenze di attore, interagendo con gli ascoltatori, leggendo frammenti delle opere anche interpretati da attori professionisti in qualità di ospiti o da chi, fra i partecipanti, vorrà cimentarsi con la lettura. 

Un viaggio da fare insieme, per comprendere meglio il Teatro di ieri e quello di oggi. Dal rito al monologo di impegno civile, passando per la tragedia, la commedia, i drammi cosmici, pastorali.

Un viaggio dentro noi stessi, nel quale l'umanità rappresenta, come bisogno innato, paure, angosce, felicità, parodia, ironia, comicità, per elevare lo spirito e per ridere, per viaggiare nel tempo e nello spazio. Per entrare in contatto con la propria sorgente.

10 incontri di 2 ore ciascuno. Calendario incontri di massima, salvo modifiche concordate:

  • Maggio: martedì 11, martedì 18, martedì 25.
  • Giugno: martedì 1, martedì 8, martedì 15, martedì 22, martedì 29.

Altre tre date verranno spalmate in giugno, previa approvazione dei partecipanti. Nel caso non si raggiungesse il numero minimo di 5 (cinque) iscritti, la somma verrà interamente restituita. 

Costo iscrizione: Euro 90,00 per maggiorenni | Euro 50,00 per minorenni. Entrambe le quote vanno versate entro e non oltre il 10 maggio 2021, tramite bonifico bancario (IBAN: IT77O0814061110000030119920) casuale: lezioni di storia del teatro online. 

NB: Le quote vanno versate integralmente prima dell'inizio del corso. Verrà poi inviato il link di accesso ai singoli incontri, tramite piattaforma Google Meet

Scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. comunicando l'avvenuta iscrizione. 

Leggi tutto...

Victor Hugo "Il teatro non è il paese della realtà".

Pubblicato in Blog & News

"Il Teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto la terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco".
(Victor Hugo)

Victor Hugo, uno strumento ribelle in nome dell'umanità.

Il maggior esponente del Romanticismo francese! Nato agli inizi dell'Ottocento dal generale Joseph Leopold Hugo e da Sophie Trebuchet, Victor Hugo trascorre l'infanzia quasi sempre in viaggio, al seguito delle campagne militari dal padre in Corsica, all'Elba e in Spagna, dove per un anno fu scolaro del prestigioso Collegio dei Nobili a Madrid. Dei vari luoghi visitati, serberà la memoria per tutta la vita.

Dal 1815 al 1818, visse a Parigi nel Convitto Cordier, dove l'autoritario padre volle che preparasse gli esami d'ammissione all'Ecole Polytecnique. Ma l'interesse del figlio era ben altro. Hugo uscì dall'istituto con l'idea di dedicarsi alla letteratura, dando vita nel 1819 al foglio "Il Conservatore Letterario".

Nel 1822 convolò a nozze con l'amica d'infanzia Adele Foucher, dalla quale ebbe in seguito cinque figli. Quest'anno segnò anche la pubblicazione della sua prima opera letteraria "Odi e Poesie Diverse", che gli fruttò dal re Luigi XVIII una pensione di 1000 franchi, accresciuta nel 1823 in seguito alla stesura dell'opera "Han D'Islande".

A soli cinque anni di distanza, Hugo scrisse quello che ancora oggi viene considerato il manifesto del movimento romantico in Francia, la prefazione del suo autentico dramma Crowell, una pièce che scardina letteralmente il teatro classico, per mettere in scena le nuove idee romantiche.

Nel 1829 pubblica "L'ultimo giorno di un condannato a morte", un'acerba critica sulla pena di morte che diventerà una delle battaglie più grandi della vita di questo scrittore. Un anno dopo mise in scena il dramma Errani, musicato poi da Giuseppe Verdi, che rappresenterà il vero trionfo del Romanticismo.

Nonostante questi prestigiosi successi, la sua produzione letteraria continuò instancabilmente con la composizione di altre opere liriche, teatrali, e il celebre romanzo Notre Dame De Paris (1831) che può essere considerato un vero e proprio affresco storico della pittura di Luigi XI, non molto cambiata da quella di oggi. Una Parigi per lo più contradditoria, come tutte le grandi città, che nella bellissima Cattedrale di Notre Dame riassume l'arte e il cuore del Medioevo, pronta a sfidare il tempo e la stupidità di quei piccoli uomini moderni che osano toccare i monumenti greci. Contro questi vandali, lo scrittore non ha mai posto alcun ritegno.

La vita di Victor Hugo venne sconvolta nel 1843 da un lutto tragico e doloroso, la morte per annegamento della figlia Leopoldine e del genero. Questo particolare avvenimento abbinato all'insuccesso della sua opera teatrale, lo condusse ad un profondo periodo di depressione che, inevitabilmente, segnò la sua carriera creativa per ben dieci lunghi anni.

Successivamente nel 1852 il colpo di Stato di Napoleone III, costrinse lo scrittore a pagare con l'esilio la sua ostinata opposizione al regime. Di conseguenza, fu costretto a rifugiarsi nelle Isole Normanne, dove vi rimase fino alla tragica fine del Secondo Impero.

Durante questo periodo scrisse una delle sue opere più significative "I Miserabili", pubblicato dopo oltre diciassette anni di instancabile lavoro, oltre a "L'uomo che ride", "I lavoratori del mare" e "La leggenda dei secoli". Dopo la caduta di Napoleone III, Victor Hugo fece rientro a Parigi, dove venne accolto trionfalmente e onorato come vate della Patria.

Il 22 maggio 1855 segna la data della morte di questo illustre scrittore, poeta e drammaturgo, ritenuto il maggior esponente del Romanticismo francese. Le sue esequie furono un'apoteosi: la sua salma venne lasciata per una notte intera sotto l'Arco di Trionfo dei Campi Elisi, vegliata costantemente da dodici poeti.

Leggi tutto...

Il talento di Mattia Cremonese sbarca a New York.

Pubblicato in Blog & News

Credere fino in fondo al proprio talento! E' ciò che ha fatto Mattia Cremonese, giovane diciottenne di Pedavena con un'innata passione per il teatro, il canto e la danza, ma soprattutto per il musical, un genere di rappresentazione nato negli Stati Uniti tra l'Ottocento e il Novecento, che incorpora e abbraccia tutte queste discipline.

Un ragazzo perspicace che, dopo aver terminato l'ultimo anno di scuola superiore, è pronto a spiccare il volo per realizzare il proprio sogno: pochi giorni fa ha saputo di essere stato selezionato per una borsa biennale alla prestigiosa American Musical And Dramatic Academy (AMDA), un conservatorio universitario privato per le arti dello spettacolo situato a New York City e Los Angeles.

La formazione artistica di Mattia è cominciata proprio con il poliedrico attore, drammaturgo, regista e formatore Roberto Faoro, anima e motore dell'Associazione Culturale Teatro del Cuore, dove ha potuto portare in scena ben quattro spettacoli.

Nel frattempo Mattia Cremonese ha iniziato anche ad avvicinarsi al mondo del canto frequentando la Scuola di Musica Francesco Sandi e, al contempo, anche alla danza grazie all'incontro con Anna Argenti di Zero Gravity Pilates And Dance di Feltre.

Ma in tutto questo il musical è diventato presto il suo vero obiettivo, dato che nel nostro Paese questo genere non è ancora particolarmente conosciuto e apprezzato. Una volta scoperto, è stato amore a prima vista: Mattia ha iniziato ad appassionarsi guardando soprattutto spettacoli stranieri, con un occhio di riguardo per quelli di Broadway, arrivando presto alla conclusione di mettersi in gioco tentando la sfida di entrare in un'accademia estera, cercando le biografie degli attori che più lo appassionavano per scoprire dove avessero studiato.

Da questa ricerca, la scelta dell'accademia newyorkese. L'AMDA nel suo sito web ha un'intera sezione dedicata agli studenti internazionali. Questo particolare ha colpito subito l'attenzione di Mattia, che ha potuto constatare con i suoi occhi di possedere tutti i requisiti per entrare in questa scuola.

Preso dall'entusiasmo, l'audace giovane decide di iscriversi iniziando a seguire qualche Open House online, informandosi sui corsi e audizioni. Per essere ammessi era richiesto di preparare una canzone tratta proprio da un musical e un monologo teatrale, ovviamente tutto in lingua inglese.

Oltre a tutto questo, un'intervista personale e la scrittura di un'autobiografia composta da un massimo di 500 - 700 parole. Lo scorso 15 gennaio è stato il grande giorno dell'audizione di Mattia via Zoom. Dopo essersi esibito e aver risposto ad una serie di domande, ha ricevuto via email la tanto attesa conferma di essere stato selezionato come studente alla prestigiosa Accademia, ricevendo il plico con il certificato di accettazione.

Le lezioni inizieranno il 18 ottobre: Mattia per il momento frequenterà i primi due anni, conseguendo il certificato professionale di conservatorio. Successivamente il suo percorso accademico potrà proseguire ottenendo la laurea in arti performative.

Roberto Faoro e il forte legame con Mattia Cremonese.

La storia di Mattia è un bellissimo messaggio per i più giovani. Parola di Roberto Faoro, suo primo maestro. In un momento di forte smarrimento e depressione generale, Mattia è la testimonianza che "si può fare". Ha avuto forte determinazione e coraggio nel provare ad inseguire un suo sogno, senza mai scoraggiarsi di fronte a problemi e difficoltà. Poi se l'hanno preso, vuol dire che il talento lo ha davvero.

Mattia Cremonese non è figlio solo della nostra Associazione Culturale, ma di se stesso e delle tante esperienze che ha intrapreso negli anni. Da subito ho riconosciuto in lui una presenza corporea, mentale ed emotiva che mi hanno profondamente colpito. In lui ho visto affidabilità, serietà, passione, dedizione e una certa elasticità, che gli permetteva di trasformare le mie richieste in azioni ed emozioni, anche con una certa qualità e precisione, facendomi pensare che fosse davvero un ragazzo di talento. Così è stato, a quanto pare.

Riuscire a coltivare i propri sogni è la strada maestra che porta alla felicità e a sentirsi sempre orgogliosi di se stessi. Tutti quelli che nella loro vita sono riusciti a combinare qualcosa di importante, sono persone che non hanno solo sognato ma che ci hanno creduto fino in fondo, perchè nulla oggi è irraggiungibile. Basta solo essere pronti a spiccare il volo al momento più opportuno.

Leggi tutto...

Teatro: una fonte di benefici per corpo e mente.

Pubblicato in Blog & News

Fare teatro è un qualcosa che riguarda non soltanto gli attori usciti da prestigiose accademie ma è una passione che accomuna molte persone, facile da coltivare a qualunque età. Vorresti tentare questa strada, ma non sei del tutto convinto degli effettivi benefici che potrebbe portarti frequentare un corso di recitazione? Ecco alcuni vantaggi concreti che si possono ottenere dal fantastico mondo del teatro.

1) Maggiore consapevolezza di sè: il teatro è un ottimo strumento che ti aiuta a conoscerti meglio, prendendo la giusta confidenza con alcune parti del corpo e della tua identità con cui spesso hai qualche difficoltà ad interagire e comunicare. Con il tempo dovuto impari a dialogare in modo efficace con il corpo, avendo consapevolezza delle sue molteplici forme e sfaccettature. Inoltre durante le prove riesci a cogliere aspetti e nuove possibilità che non credevi di avere e che, invece, ti compongono e caratterizzano.

2) Aumenta l'autostima personale: se alle volte ti senti insicuro e manifesti timidezza, il teatro è un perfetto banco per metterti alla prova affrontando in modo consapevole la paura del pubblico e di mostrarsi agli altri. Inoltre potrai cogliere e scoprire alcune tue peculiarità inconsce: sul palcoscenico puoi essere chi vuoi, vedere gli occhi con gli occhi di un'altra persona, sperimentando modi di agire e reagire che nella vita quotidiana forse non sono sempre permessi, oppure contrari alla morale, senza per questo andare in crisi.

3) Stimola la creatività e l'empatia: ogni volta che si recita è necessario calarsi nei panni di un personaggio: per essere davvero convincenti e credibili è doveroso riflettere e immaginare come si sente questo personaggio, come vive, quali sono le sue emozioni e come trasmetterle al pubblico in sala. Ovviamente tutto questo aiuta anche a migliorare la capacità di comprendere il prossimo, scoprendo nuovi modi di ragionare e di creare.

4) Arricchisce il linguaggio allargando gli orizzonti: spesso a teatro le parole e il corpo lavorano assieme per comunicare qualcosa; anche nella vita di tutti i giorni, sarà per te molto più facile far emergere pensieri e sentimenti con locuzioni nuove, forse ancora sconosciute, o a cui adesso non sai dare il giusto significato. Il teatro è un qualcosa che si alimenta di continui apporti da diversi mondi e, in esso, non esistono differenze di genere ne culturali, rendendo così ancora più ricca la tua vita anche quando non sei sul palcoscenico. 

5) Unisce le persone: frequentare un corso di teatro significa appartenere ad una seconda famiglia, in cui si condividono con i propri colleghi (ormai fratelli), le parti più intime di se stessi. Per questo non esiste luogo migliore dove conoscere in modo sincero, leale e profondo qualcuno.

6) Permette di riscoprire il gusto del gioco: tutti vorrebbero disinibirsi e non vergognarsi di mostrare la parte più imbarazzante di sè. Questo è possibile solamente mettendosi in discussione, riscoprendo il piacere di giocare prima con se stessi e poi con gli altri.

Ora che hai scoperto alcuni benefici che la recitazione genera su corpo e mente, non ti resta che iscriverti ai corsi di teatro proposti dall'Associazione Culturale Teatro del Cuore di Feltre e Belluno condotti dal poliedrico attore, drammaturgo e regista Roberto Faoro che, recentemente, ha ricevuto questo particolare apprezzamento di stima e fiducia che gli ha generato una forte emozione e stima per il proprio lavoro quotidiano:

"Ammirai Roberto nello straordinario monologo I delitti di Alleghe al Teatro de La Sena di Feltre, quando ancora mia figlia studiava teatro con lui e partecipava attivamente alle esperienze di lettura espressiva nella sua scuola. Stare da solo sul palco per tutto quel tempo, raccontando e interpretando una storia agghiacciante e in apparenza inesplicabile, non è da tutti. Ricordo che non persi mai di vista il suo volto, la tensione era sempre viva, il coinvolgimento totale, la vibrazione interiore palpabile. Uno degli spettacoli più emozionanti della mia vita." R. Ghedini. 

 

 

Leggi tutto...

Teatro e Azienda: il connubio vincente per motivare la forza lavoro.

Pubblicato in Blog & News

Lo sapevi che per ottenere il meglio dal proprio lavoro non sempre basta essere preparati tecnicamente, avere idee brillanti, usare logica e razionalità? Nei rapporti interpersonali l'empatia e la "componente umana" possono concretamente aiutare ad abbattere il muro della diffidenza e mancanza di fiducia in se stessi senza la quale i prodotti non si vendono più come prima, il team rallenta o stenta a funzionare proprio perchè tra colleghi si è persa quell'auspicabile armonia e spirito di squadra verso il raggiungimento di obiettivi comuni. L'azienda, come il teatro, lavora principalmente su visioni, nuovi orizzonti, rappresentazioni, repentini cambi di scena e di ruoli. Per essere un imprenditore di successo in una società in continua evoluzione è necessario possedere uno spirito d'adattamento, velocità e rapidità di esecuzione, voglia di mettersi in gioco e di sperimentare, una spiccata capacità di problem solving, una perfetta conoscenza di se stessi e del mondo che ci circonda, una propensione verso gli altri maturata anche grazie ad un'ottima capacità di ascolto.

Il teatro d'impresa è un prezioso alleato per promuovere ed incentivare la crescita costante della propria azienda e forza lavoro. Attraverso il teatro le persone e le loro vicende prendono vita, grazie all'efficacia della comunicazione che solo il mondo della recitazione può dare. Il primo ad applicare la metodologia teatrale alla formazione dei dipendenti aziendali fu Christian Poissonneau che, nel 1884, fondò a Montrèal il Thèatre à la Carte. Ma è stato a Parigi che il teatro d'impresa ha sviluppato le caratteristiche e peculiarità che tuttora lo contraddistinguono innescando un processo attivo di interpretazione e ristrutturazione della realtà, in grado di migliorare in modo concreto le dinamiche d'ufficio incrementando lo spirito di coesione e di gruppo.

Inoltre il teatro viene usato anche come strumento per fornire ai partecipanti una valida occasione per riflettere sui propri e altrui comportamenti, permettendo al contempo di sviluppare abilità sempre più richieste nel mondo del lavoro quali la capacità di assumersi dei rischi, prendere decisioni in tempo reale, sviluppare una buona integrazione mente - corpo, comprendere i bisogni e le aspettative degli altri attraverso un ascolto empatico.

E' proprio attraverso il ricorso all'improvvisazione teatrale che si riesce a riprodurre situazioni di imprevedibilità, di urgenza e di stress tipiche di un qualsiasi contesto aziendale dove si richiedono prestazioni sempre più elevate per essere maggiormente competitivi sul mercato. Problemi come il riconoscimento della leadership, la gestione dei conflitti interni, la mancanza di comunicazione tra reparti, sono il punto nevralgico di un'impresa.

Con il teatro d'improvvisazione si aumenta la capacità e il livello di ascolto, di problem solving, la reattività agli imprevisti di ogni singolo lavoratore, innalzando la coesione di gruppo e la fidelizzazione all'azienda stessa.

Per aiutare concretamente le imprese e l'economia locale a ripartire dopo il lockdown, il Centro per la Formazione e la Sicurezza di Belluno Ente Bilaterale che nasce nel 1947 con il nome di Fondazione per l'Istruzione Professionale delle Maestranze Edili, organizza nel mese di luglio due corsi gratuiti di teatro per occupati in aziende private a Feltre e a Sedico della durata di 12 ore ciascuno tenuti dal poliedrico attore, regista, drammaturgo e formatore Roberto Faoro che, proprio lo scorso anno, ha ricevuto la menzione speciale al premio internazionale Salvatore Quasimodo - sezione teatro - con il monologo "Annegati di Terra. La storia dei Fratelli Bisaglia".

Entrambi i laboratori teatrali hanno come obiettivo fornire conoscenze e strumenti utili per poter recitare e stare in scena da soli e in gruppo, imparando a modulare la voce, aumentare il proprio potenziale espressivo per usare la gestualità e la parola in modo comprensibile, favorendo un'efficace comunicazione e relazione con gli altri. 

Per partecipare è necessario inviare un'e-mail con i propri dati personali all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro lunedì 13 luglio. 

Scarica in allegato le locandine dei due corsi di teatro.

 

 

Leggi tutto...

A Feltre è nata la compagnia Teatro del Cuore Ragazzi

Pubblicato in Blog & News

C'è sempre una prima volta! A Feltre dal 2019 esiste una compagnia teatrale costituita da ragazzi di età compresa fra i dodici e i diciassette anni, che hanno frequentato i laboratori condotti dall'attore, drammaturgo, regista e formatore Roberto Faoro, nonchè fondatore dell'Associazione Culturale Teatro del Cuore.
In un clima libero da giudizi, nel quale è stato possibile sbagliare e ricominciare in libertà, i novelli attori hanno compiuto un viaggio alla scoperta dell'arte, della recitazione e della cultura teatrale, esercitandosi a livello corporeo, vocale, respiratorio e gestuale, con lavori d'ensamble individuali, a coppie, improvvisazioni corporee e verbali concentrandosi sulla costruzione del proprio personaggio. Il tutto seguendo varie metodologie da M. Cechov e Grotowski da Strasberg a Stanislawskij da Brook a Scolari e altri.

Nel ruolo di docente Roberto Faoro ha cercato di indirizzare gli allievi verso la visione del teatro come possibile specchio dell'anima e, nello stesso tempo, come occasione di crescita personale in termini di autostima con ricadute positive anche in ambito scolastico, quali ad esempio una maggiore disinvoltura nell'esposizione, nella lettura, nell'espressività vocale e corporea in genere.

Tra i molteplici progetti, laboratori e spettacoli teatrali portati in scena dalla Compagnia, "Immaginario il Malato" liberamente tratto dalla commedia di Molinèere e "Fanciulli e più che Uomini", tratto dall'opera di Giacomo Leopardi che ricorda come il pensiero unito all'immaginario e non agli umori incontrollati della pancia, possono salvarci dalla violenza e dalla confusione. Un omaggio anche all'Infinito, poesia ancor'oggi capace di toccare le nostre corde più profonde.

Al Teatro del Cuore sono approdati centinaia di giovani con i loro dolori, le loro speranze, gioie ed entusiasmi; alcuni si sono diplomati all'Accademia, altri, i più, hanno acquisito maggiore autostima, consapevolezza e sicurezza. Qualche tempo fa due giovani hanno realizzato un video in cui hanno espresso questi sentimenti. Aver dato un piccolo contributo alla realizzazione dei sogni dei giovani è la più grande soddisfazione di questo magico mondo del teatro. 

Leggi tutto...

Teatro, Scuola dell'anima. Vincere la timidezza e diventare più consapevoli.

Pubblicato in Blog & News

Lo spazio del laboratorio è quel luogo straordinario, protetto, contenuto, dove le parole, le emozioni e le azioni non hanno conseguenze sulla vita, almeno non direttamente; è una palestra dove ci si può allenare nello scambio di parole, azioni, emozioni. Gli esercizi servono a sperimentare condizioni di apertura corporea ed emotiva e la ripetizione serve a far sì che esse divengono automatismi, quindi ricchezza personale.

In oltre vent'anni dedicati alla conduzione di laboratori teatrali, ho avuto modo di vedere quali siano i benefici dell'arte scenica, a volte molto evidenti: essa migliora l'autostima, la consapevolezza di sè: con l'esercizio, si smussano forme di timidezza a favore della capacità di parlare in classe o in pubblico.

La sala dell'Associazione Culturale Teatro del Cuore è punto di riferimento per i ragazzi, per gli adulti e per i genitori, ma spesso anche per gli psicologi dell'età infantile e dell'adolescenza che consigliano, anche a giovani con piccole difficoltà, di affiancare al loro percorso quello teatrale. Per questo in sala, l'obiettivo è quello di creare un ambiente privo di giudizi e competizioni, un luogo in cui poter sbagliare e ricominciare. In questo, cerco di essere un catalizzatore, nel senso che tento di creare un'atmosfera che consenta piccole scoperte e liberazioni.

Il teatro è relazione, con se. con gli altri e con il pubblico, un luogo in cui è possibile viaggiare nel tempo, nello spazio. Come diceva Michail Cechov: "Il teatro è il luogo in cui l'utopia, il sogno possono farsi carne anche se per un breve istante" e, basandosi proprio su questi principi, il motto che guida questo lavoro, anche all'interno dei laboratori è: "Qualsiasi via è soltanto una via e non c'è nessun affronto a se stessi o agli altri nell'abbandonarla, se questo è quello che il cuore ti dice di fare; esamina ogni via con accuratezza e poi poni a te stesso, e soltanto a te stesso, una domanda: questa via ha un cuore? Se lo ha la via è buona, se non lo ha, non serve a niente".

Del resto, lo diceva anche il Piccolo Principe di Saint - Exupèry: "Non si vede bene se non con il cuore". Da queste basi è salpata l'idea di un Teatro che non fosse solo momento narcisistico o esibizionistico, ma un mezzo per entrare in relazione con se stessi e gli altri; dove gli altri non siano meri oggetti per il nostro piacere di attori ma fratelli e sorelle che insieme agli altri artefici, traghettatori, intraprendono un viaggio dentro una storia.

Credo che promuovere e dedicare la vita a questo sia una piccola forma di rivoluzione, un messaggio umile ma appassionato ai giovani, che esiste una strada, che una vita diversa possa trovare una via, per non essere solo storno buon appetito come chiamava Bach nel gabbiano J. Livingston, cioè quei gabbiani che non cercano nulla nella vita se non il cibo.

Al Teatro del Cuore sono approdati centinaia di giovani, con i loro dolori, le loro speranze, le gioie, gli entusiasmi; alcuni si sono diplomati all'Accademia, altri, i più, hanno acquisito autostima, consapevolezza, sicurezza. Qualche tempo fa due giovani hanno realizzato un video in cui hanno espresso questi sentimenti.

Mattia, 15 anni, racconta: "Ho iniziato a frequentare i laboratori perchè volevo togliermi lo schermo che spesso, quasi sempre, mettevo tra me e gli altri. Ora questo problema non ce l'ho più grazie al corso. All'inizio ero timido, introverso, ora mi sento molto più libero di essere me stesso".

E Alyssa conferma lo stesso: "Mi ha aiutato a vincere la timidezza e la paura di stare al centro dell'attenzione. Apprezzo il gruppo che si crea con gli altri, persone con la stessa passione e che non giudicano; le prove sono il momento in cui imparare dai propri errori e quelli degli altri, senza sentirsi a disagio."
Aver dato un piccolo contributo alla realizzazione dei sogni dei giovani è la più grande soddisfazione di questo magico mondo. Roberto Faoro.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS